domenica, 15 marzo 2009

Frank a 360 gradi Fahreneit

 Santoro:  Avanti Frank, facci il punto della situazione; la gente ha bisogno di guide, specialmente dotate di ombrello puntato verso il cielo.
 
Frank: Sono stufo delle parole. Fatti, fatti, servono fatti, anche irrilevanti.
 Giornalaio rifiuta di restituire gli inserti casa del Messaggero avanzati; cose pratiche, cose così. La gente vuole abbeverarsi alla fonte della vita di tutti i giorni, eccheddiamine.
Santoro: E' sempre bello leggerti. In special modo in questo periodo in cui frotte e frotte di pensieri inutili ti annebbiano la mente.
Vomiti orde di sordide parole vuote come le righe bianche che hai lasciato nella quarta di copertina di questa sozza sceneggiatura di cortometraggio scadente venduta per narrativa.
Qualcosa di cui discolparti?
 
Frank: Vi narrerò una parabola. La parabola di Mario e Susanna.
Mario e Susanna hanno un bambino. Sia Mario che Susanna sono famosi tra gli amici per non avere voglia di fare un cazzo. Sicché il bambino, in età scolastica piena, non va a scuola perché né Mario né Susanna hanno la minima voglia di accompagnare il bambino a scuola. Dimenticavo: Mario tartaglia e Susanna zoppica.
 
Santoro: In effetti trattasi di fatti, ma ... i genitori sono fatti pure loro? e poi, tu, in quanto narratore esterno, sei fatto anch'egli? parlami dell'esigenza drammatica dei tuoi personaggi, del filo narrativo dei fatti della tua storia...
 
Frank: Mario ha la barba; è uno stratagemma per coprire la scucchia che lo induce a balbettare. Le sue incertezze lo rendono simpatico a tutti e questo lo porta a non aver voglia di far un cazzo.
 
Santoro: Ehm...ecco, sì, ora mi è chiaro, ma...ma...Susanna no, ecco, Susanna...parlami di lei...
 
Frank: Susanna sta con Mario perché sono praticamente imbattibili a Trivial Pursuit; lei è una fottuta macina sul gossip e la geografia, mentre Mario ricorda tutti i podi dello sci di fondo a partire dal secolo scorso.
 
Santoro: Personaggio chiave nella risoluzione è Fonzie, il piccolo figlio della coppia. 
 
Frank: In realtà all'anagrafe è registrato come Enzo. chiamare un bambino Enzo significa condannarlo a fare il carrozziere. Così gli amici del bar, lentamente si concederanno il vezzo di chiamarlo Fonzie.
 
Santoro: Invece nella storia lui diventerà un giovane camorrista, è corretto? Sono tornati i tempi del Solitario di feroce denuncia sociale, oppure è una sfida a Gennaro Saviano?
 
Frank: Non camorrista, camionista. Ca-mio-ni-sta.
 
Santoro: Scusi, evidentemente si è trattato di un refuso nel press kit.
Tornando a lei, Frank solitario. Come definirebbe la sensazione che ha provato nel girare questo corto medio metraggio?
 
Frank: Travestirmi da Mario e Susanna mi è costato molto dal punto di vista dell'equidistanza narrativa. Mi sono sentito un viandante ad un bivio la cui cartina è macchiata di pomì. Interpretare il Fonzie adolescente mi è costato molto dal punto di vista emotivo. Mi è spuntato dell'acne nervoso
 
Santoro: Prossimi appuntamenti a calendario? Prossimi progetti in cantina?
 
Frank: Sto organizzando un incontro di pallanuoto benefico per finanziare un cargo pieno di fusaie da mandare in Congo. Purtroppo i lupini del Madagascar partiti negli anni '80 sono arrivati scaduti.
 
Santoro: La sua bontà e attenzione vero il terzo mondo è sempre stata d'ispirazione per noi. Prima di chiudere vuole mandare un messaggio forte a tutti i lettori della mia nuova rivista letteraria finanziata con i soldi del budget per le meches?
 
Frank: Ammainate le liane, il trespolo è arrugginito e il miglio scarseggia.

n.d.a: si ringrazia per lo stimolo e per il sufflè di patate gratinato Veruska Armonioso. 


postato da: FrankSolitario alle ore marzo 15, 2009 10:39 | link | commenti (1)
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giovedì, 27 novembre 2008

Conto alla rovescia verso Avanti


la prima generazione fu avanti. 
si voltò e non vide nessuno.
dodici tredici quattordici. 
per noi è diverso ma uguale. abbiamo una generazione dietro, ma è il nulla.
essere il nulla è diverso da non esistere solo per i filosofi. 
quarantuno quarantadue.
le generazioni si somigliano per la mancanza di voglia.
 l'intraprendenza è confusamente individuale.
quando la confusa voglia di fare diventa collettiva si ha il 68.
sessantanove settanta settantuno.
io per esempio nacqui nel 77.
settantotto settantanove.
ma arranco nelle retrovie. 
ottantaquattro ottantacinque.
chiamo ad alta voce l'ultimo della generazione Avanti.
si volta.
è mio padre.
cento.
 
postato da: FrankSolitario alle ore novembre 27, 2008 19:13 | link | commenti (1)
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venerdì, 23 maggio 2008

Anche i condomini lo sanno

postato da: FrankSolitario alle ore maggio 23, 2008 12:54 | link | commenti (1)
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giovedì, 03 aprile 2008

A tune-A day no.5

Autore: Frank Sinatra

Interprete: Frank Solitario

Titolo: Are you lonesome tonight? / My Way

Genere: Crooner Capitolino

Dunque, brevemente: Un diverso mondo, un mondo a parte. Ascoltare quando si è noi stessi a cantare. Le emozioni le vivi, le esterni e cerchi di riafferrarle, magari tramite il ritorno in cuffia (da piscina), l’eco di un canyon (nell’Agro Pontino), lo specchio di un bagno che ti restituisce un playback facciale coi capelli ancora bagnati e la barba da fare (qualcuno a questo punto intona Figaro).

La voce c’è, profonda, confidenziale, calda, avvolgente; sovente mi accompagno con un leggerissimo sottofondo di bacchette del ristorante cinese a stuzzicare un charleston immaginario.

Spesso sotto sono nudo e questo toglie un pizzico di drammaticità e pathos al cilmax emotivo; come detto comincio dai calzini e poi subito canottiera bianca siciliana.

Sono i momenti dove ti accorgi della grandezza di un personaggio, della sfida titanica verso il mondo, SuperUomo e nichilista, più grande degli scrittori viventi perché non c’è rimasto più nessuno, in lotta con l'oblio che è la vera morte.

Come un ultimo più consapevole Califano.

Un uomo solo al comando ad indicare la strada.

Frank è tra voi.

 

postato da: FrankSolitario alle ore aprile 03, 2008 14:41 | link | commenti (6)
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mercoledì, 02 aprile 2008

A tune-a day no.4

Autore: Falegname sotto casa

Titolo: Italian Medley

Genere: Musica leggera italiana a capella (con una p sola), avanguardia, improvvisazione, concrete music

Dunque, brevemente: il falegname sotto casa mia, ed incidentalmente sito di fronte alla camera da letto, ama la musica italiana. Fin qui niente di male.

Quello che produce può essere in qualche modo una nuova forma di avanguardia; musica concreta, suoni trovati, musica pre-registrata, voce pop stonata.

Mentre il suono acuto della sega elettrica, costante, inframezzato da colpi di martello, cadenzati, propongono un tappeto di musica artigianal-concreta (oltre l’industrial, l’artigianal), una radio gracchiante richiama gli esperimenti di nastri pre-registrati della prima avanguardia di scuola Stockhausen.

Sulla scia del blob-contemporaneo di John Oswald, in cui la memoria collettiva pop è frullata, stranita liofilizzata.

Le fonti sonore: il Renato Zero di seconda generazione, l’ultimo Celentano con compagni di merende Mogol-Bella, Tiziano Ferro (scimmiottato in grotteschi tentativi di vocalità virtuosamente plasticosa).

Eppoi la voce del falegname: isterica, coraggiosa, psicotica, insistita, sempre sempre questi tre pezzi, ripetuti dalla mattina alla sera.

Arte.

Li mortacci sua.
postato da: FrankSolitario alle ore aprile 02, 2008 11:48 | link | commenti
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martedì, 01 aprile 2008

A Tune-A Day no.3

Autore: Curva Sud

Titolo: Vari

Genere: Cori da stadio

Dunque, brevemente: Sostenendo la mia fede io mi sono convinto che non c'è donna non c'è prete perché in mente ho solo te; Sosteniamo l'AS Roma con le braccia in su in Italia in Europa non ci ferman più AS Roma AS Roma

Passa il tempo cambia la gente di battaglie ne ho fatte tante a noi tutti c'hanno invidiato a noi tutti c'hanno applaudito Dai ragazzi diamo la scossa facciam vedere la nostra pasta siamo pronti a ricominciare TUTTO IL MONDO DOVRA' TREMARE la la la la la la la Roma no no no non sarà mai sola

Dai rioni, dai quartieri siamo venuti fino qua, siamo gli ultras della Roma onoriamo la città.

E forza Roma facci un gol io griderò e dal profondo del mio cuor "dai Roma dai" noi non ti lasceremo mai forza Roma dai non mollare mai.

Gli ultras della Roma siamo noi quelli che combattono per voi In un calcio senza più bandiere siamo solo noi vecchie maniere Non c'è stadio che non ci vedrà non c'è gruppo che ci affronterà Siamo tornati forti più di prima sul cuore la lupa capitolina.

Tutti allo stadio per sostener la Roma, la nostra fede no non sarà mai doma; bandiere al vento e braccia tese al cielo, per questa Roma spacchiamo il mondo intero

10-9-8-7-6-5-4-3-2-1- Sì! Questa sera parto subito prendo il treno delle 11 il biglietto non ce l'ho.. caricherò. Finché vedrai sventolar questa bandiera siamo gli ultras della Roma e di nuovo canterai: Finchè vedrai...

Lo sai perché tutta la mia vita è GIA-LLO-ROSSA? C'è una ragione: ho la Roma nel mio cuore AS Roma, io non vivo senza te

postato da: FrankSolitario alle ore aprile 01, 2008 10:37 | link | commenti
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lunedì, 31 marzo 2008

A Tune-A Day no.2

Autore: vari gruppi, serial killer, disadattati, incapaci, minorati mentali seminati lungo la provincia più buia

Titolo: Lupinaria col morto

Genere: infamità assortite

Formato: cofanetto 3Cd autoprodotti

Dunque, brevemente: quando ordinai un cd, il sottosviluppato che gestisce l’etichetta mi disse che costava 12 euro, io gliene mandai 15 e lui per non mandarmi il resto in monete mi chiese se volevo dell’altro. Io gli dissi tre etti di prosciutto che dalle vostre parti ce l’avete bono e lui me li mandò ed era bono.

I nomi dei gruppi/personaggi coinvolti e i titoli dei loro infami brani contenuti in questa raccolta che stende un velo inquietante sul sottobosco musicale italiano: Stinchi di Santo “Satana è una merda”, Bravi Ragazzi “Futuro nero”, Nazismo Esotico Esoterico “Vivere”, Ragni Annegati “Ce passamo sopra”, Paolo&Chiaro “Cassu Dduru”, Macacchio Fiepe “Il rigurgito”, i Ratti da Soma e via discorrendo.

I generi: Ultra noise black metal, Fetecchia Gabber, Canzone d’Autore (demente), Ambient (di merd).

Lasciatevi trascinare nella melma, ad essere buoni.

postato da: FrankSolitario alle ore marzo 31, 2008 11:02 | link | commenti
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domenica, 30 marzo 2008

A tune-A day

Sulla scia del progetto di un musicista sconosciuto scozzese, Kitchen Cynics, che si è riproposto l'arduo compito di comporre una canzone al giorno per un anno, si inaugura il ben più modesto progetto di segnalarvi un ascolto al giorno. Sia esso un cd appena uscito, un 78 giri anteguerra, una cassetta registrata, un'autoproduzione o una canzone scovata on-line.Che culo che avete ragazzi, eh?!

Autore: Konono no.1
Titolo: Congotronics
Anno: 2004
Genere: Afro-Delirio elettrico

Dunque, brevemente: E pensare che c'è qualcuno che crede che la musica afro sia accarezzare due bonghetti in un villaggio Valtur in Kenya. Un ingegnere del suono, memore di un viaggio in Congo di anni prima dove era rimasto shockato dalla selvaggia musica di alcuni reietti rifugiati nelle foreste e protagonisti di occasionali incursioni nelle città, si mette alla loro ricerca senza nessuna informazione su come rintracciarli per invitarli in uno studio di registrazione. Dopo alcuni eventi misteriosi e fortunate coincidenze li raduna uno ad uno. Quando attacca i loro strumenti al mixer, la magia (nera?) è intatta.

Strumenti: Likembe (rudimentale corda di metallo attaccata a due estremità ed elettrificata chiamata anche Thumb Piano, perché violentemente stuprata col pollice), Lance-voix (lancia-voce, ossia microfoni (!) truccati e potenziati dell'epoca coloniale belga), cerchioni, fischietti, cofani di macchine arrugginiti, urla, sirene.
Il risultato è puro delirio trance, furia della giungla, residui di una industrializzazione avariata, potenza elettrica, suoni distorti, amplificazioni artigianalmente devastanti.
Vi auguro di non incontrare mai questi tizi nel vostro villaggio Valtur.

postato da: FrankSolitario alle ore marzo 30, 2008 14:59 | link | commenti
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giovedì, 20 marzo 2008

Chiuso per lutto

Impresario Funebre: Dica.

Il Nipote Scellerato: Devo infossare mio zio con 800 euro, facendo un minimo di tragitto.

I. f. : 800 mi sembrano un po’ pochini. Quant’ è alto il morto?

I.N.S.: Uno e settantacinque.

I.F.: Potremmo aspettare un paio di giorni, di solito si ritirano. Vede, le bare aumentano in modo considerevole sopra il metro e settanta.

I.N.S. : C’è un veicolo economico?

I.F. : Abbiamo un Fiorino nero, ma escono venti centimetri di bara e le corone vanno sul portapacchi. Siamo comunque forniti di corde elastiche. Sennò ci sarebbe una carrozza; ma non è tanto quella a costare, piuttosto i cavalli.

I.N.S. : Al diavolo i cavalli, sono socio Aci. L’unico problema sarà convincerli che c’è una rimessa di carri d’epoca dentro al cimitero.

I.F. : Fiori?

I.N.S.: Non c’è problema si trovano in giro e non c’è bisogno che il loculo sembri Sanremo.

I.F.: Beh, oggigiorno coi fiori la gente non sa come regolarsi, quando pochi e quando tanti, comunque dovrei avere un fascione avanzato con la scritta “Al caro zio i nipoti posero”.

I.N.S. : Lei vede qualcun altro? Comunque può andare.

 

Tornai il giorno dopo col preventivo che mi sventolava in mano: 798 euro e 97 centesimi.

Chiuso per lutto.

Un sogno o un incubo per il titolare costruire passo dopo passo la propria attività in attesa del giorno in cui, estrema realizzazione o estrema beffa, l’impresa funebre osserva chiusura per lutto.

Celebrazione o trionfo del nichilismo?

postato da: FrankSolitario alle ore marzo 20, 2008 16:52 | link | commenti (5)
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sabato, 15 marzo 2008

All'alba vincerò

(Se suonerà la sveglia)

All'alba vinceròòò, vinceròòòòò

Viiiiiiiii-nceeeee-ròòòòòòòòòòòòòòò!

postato da: FrankSolitario alle ore marzo 15, 2008 18:12 | link | commenti
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